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Procedure Inps da rivedere, aziende a rischio per il durc.

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Dopo quattro mesi dall'avvio delle nuove procedure Inps per il Durc interno e l'invio delle note di rettifica arretrate, si continuano a riscontrare discrasie nella gestione dei "semafori" da parte dell'Inps.

L'Istituto è rimasto fermo due anni per via di una reingegnerizzazione dei propri sistemi interni, ma a maggio scorso è partito con le notifiche Pec per il Durc interno, nonostante il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro suggeriva prudenza perché era evidente che il sistema necessitava di un robusto rodaggio. Infatti:

- per quanto riguarda il Durc interno, i primi "semafori rossi con lucchetto" non hanno tenuto conto di eventuali dilazioni amministrative (o in Equitalia o di pagamenti effettuati direttamente al concessionario);

- l'invio delle PEC di maggio conteneva un errore che ha depistato diversi soggetti interessati. Nella evidenza delle cartelle esattoriali, infatti, il mese di competenza in realtà indicava la data di notifica;

- le sedi provinciali dell'Inps sono rimaste indecise sul da farsi, proprio in virtù di queste situazioni controverse non sapendo fino a che punto spingersi per forzare detti semafori con intervento "manuale";

- si è appurato, in questo contesto, che il conteggio dei termini (in particolare il dies a quo e dies ad quem) per calcolare i quindici giorni utili per la regolarizzazione, non risponde ai normali canoni civilistici;

- l'Istituto, nonostante le citate segnalazioni di criticità, ha lo stesso inviato le Pec, con i preavvisi di accertamento del mese di giugno, salvo poi emettere un messaggio con il quale ha preannunciato l'invio di un'altra PEC che ne annullava l'efficacia;

- i predetti preavvisi Pec, che rimandano al cassetto previdenziale per determinare esattamente il debito da regolarizzare, non contengono l'indicazione che tali debiti sono privi del calcolo delle sanzioni. Le aziende che hanno pagato, pertanto, solo la sorte capitale, ora scoprono che sono ancora ritenute irregolari ai fini dell'art. 1, c. 1175, l. n. 296/06;

- in questi giorni nell'evidenza rettifiche del cassetto previdenziale, sono comparse note relative al 2014 emesse ai sensi del predetto art. 1, cit., con scadenze a partire dal prossimo 14/11, ma senza che le aziende abbiano ricevuto il preavviso telematico che invita alla regolarizzazione nei quindici giorni.

I Consulenti del Lavoro ritengono che ci siano pienamente gli estremi per rimandare ancora gli effetti della procedura Durc interno, almeno fino a quando il processo di reingegnerizzazione, avviato due anni fa dall'Istituto, non possa definirsi completato. In tal senso saranno attivate le opportune verifiche con la Direzione Generale dell'Istituto, anche al fine di evitare che questi disguidi creino complicazioni agli imprenditori.

 

Legge comunitaria 2014:le novità per il lavoro

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Ogni anno il nostro Parlamento è “costretto” ad intervenire su materie di diverso contenuto per ovviare a sentenze di condanna della Corte Europea di Giustizia che, se non ottemperate, portano a pesanti procedure di infrazione con forti riflessi pecuniari: per l’anno in corso ciò è avvenuto con la legge, approvata in via definitiva, il 21 ottobre u.s. e che, al momento in cui scrivo questa riflessione, è in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

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