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Giurisprudenza

Sentenze civili e penali



Assorbibilità del superminimo in caso di promozione

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con sentenza 9 settembre 2016, n. 17861, ha stabilito che il superminimo pattuito è soggetto al principio di assorbimento, pertanto, in caso di riconoscimento della superiore qualifica, l’emolumento deve essere assorbito dai miglioramenti retributivi previsti per la nuova qualifica, salvo che le parti abbiano convenuto diversamente o il Ccnl abbia disposto altrimenti. È comunque onere del lavoratore provare la sussistenza del titolo che autorizza il mantenimento del superminimo, in difetto del quale deve dichiararsene l’avvenuto assorbimento. (FONTE CASSAZIONE)

Licenziamento per cessazione di appalto

La decisione in esame ha ad oggetto il licenziamento individuale di un dipendente con mansioni di autista intimato per giustificato motivo oggettivo consistente nella cessazione dell'appalto cui il lavoratore era addetto. 
 
A causa della cessazione dell'appalto di cui sopra, infatti, la società aveva licenziato tutti i lavoratori addetti allo stesso.
 

Nullità del patto di prova: applicazione disciplina licenziamento

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con sentenza 12 settembre 2016, n. 17921, ha statuito che nell’ipotesi di licenziamento intimato in costanza di un patto di prova ritenuto valido, ma nella realtà affetto da nullità, opera la disciplina ordinaria dei licenziamenti, applicandosi la tutela reintegratoria se il datore di lavoro non allega e dimostra l’insussistenza del requisito dimensionale, o, in alternativa, la tutela obbligatoria. Nel caso di specie, i giudici hanno ritenuto nullo il patto di prova stipulato, nonostante il lavoratore avesse già svolto le medesime mansioni in forza di un contratto a progetto, tuttavia hanno escluso l’automatica ricostituzione del rapporto con la condanna al risarcimento delle retribuzioni perdute dal ricorrente nelle more del giudizio. (Fonte Cassazione)

Cessione d'azienda e licenziamento

Secondo il Tribunale di Palermo, un lavoratore licenziato da una società in esito a procedura di mobilità ex artt. 24 e 4 L. n. 223/1991 e successivamente assunto da altra società con contratto a tempo determinato sottoposto a periodo di prova, ove sia licenziato da quest'ultima per mancato superamento di detto periodo di prova, ha diritto ad essere reintegrato nel posto di lavoro, ai sensi dell'art. 2112 c.c. se, nel corso del giudizio, emerga che tra le due società, al di là dello specifico rapporto contrattuale, si sia realizzata una vicenda traslativa che abbia ad oggetto un compendio di beni caratterizzati dalla funzione unitaria e strumentale all'esercizio di un'attività di impresa. In tal caso, infatti, vi sarebbe la manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamento intimato all'esito della procedura di mobilità. (FONTE CASSAZIONE)

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