Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Giurisprudenza

Sentenze civili e penali



Mancato pagamento indennità ferie causa non godimento ferie

La Suprema Corte di cassazione ha osservato che il diritto del lavoratore al pagamento della indennità sostitutiva nel caso di mancato godimento delle ferie viene toccato dalle disposizioni del D.L. n. 95/2012 che ha sancito un vero e proprio divieto di monetizzazione delle ferie. A parere della Corte di cassazione, tale normativa ha il fine di evitare un ricorso incontrollato alla monetizzazione delle ferie non godute, al fine di contrastarne gli abusi e di evitare che il dipendente conservi in maniera scorretta i giorni di ferie maturati. Secondo la Corte di Cassazione, l’indennità sostitutiva delle ferie non godute non sussiste se il datore di lavoro dimostra di avere offerto al lavoratore un adeguato tempo per il godimento delle ferie, di cui lo stesso non abbia usufruito, venendo così ad incorrere nella c.d. “mora del creditore”.

In merito la Suprema Corte ha argomentato che qualora il datore di lavoro, nell’ambito del suo potere di stabilire il godimento (art. 2109 c.c.), offra il proprio adempimento (inteso quale godimento delle ferie) fissando il predetto tempo in maniera adeguata, che il lavoratore non “riceva”, la sopravvenuta impossibilità della prestazione (l’impossibilità del godimento delle ferie) resta a carico del lavoratore. In questa ipotesi, l’obbligazione datorile (consentire il godimento delle ferie) si estingue, essendo divenuta impossibile per fatto non imputabile al debitore. Poiché però, il godimento delle ferie costituisce un obbligo contrattuale del datore, è quest’ultimo che ha l ’onere di procurare l’adempimento ovvero l’offerta di adempimento. In considerazione di tale principio pertanto, la Corte di Cassazione, facendo leva sul fatto che spetta al datore di lavoro dimostrare di avere offerto un preciso periodo di godimento e che il lavoratore abbia deciso di non aderire alla richiesta, avendo rilevato che nella fattispecie in esame manca la prova di tale adempimento da parte del datore di lavoro, ha ritenuto giusto ed opportuno procedere con l’accoglimento del ricorso proposto dal lavoratore, cassando dunque la sentenza impugnata con rinvio per il riesame del merito della causa, facendo applicazione della disciplina contrattuale in senso conforme alla regola iuris sopra enunciata.

Dove Operiamo

  • Toscana
  • Lazio
  • Emilia Romagna
  • Veneto
  • Liguria
  • Piemonte
  • Lombardia
  • Calabria

Partnership

  • Dare Futuro
  • Susini Sandro

I nostri uffici

  • Via Pistoiese, 387/G - 50145 - Firenze (IT)
    P.I. 05891390485 - iscrizione REA n° FI 583790
  • (39) 055 4220806
  • fax (39) 055 4361126