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Giurisprudenza

Sentenze civili e penali



Cassazione: licenziamento per soppressione posto – motivazioni

Con sentenza n. 21438 del 31 agosto 2018, la Corte di Cassazione ha affermato che nei licenziamenti per motivi economici relativi a mansioni e compiti sostanzialmente omogenei, il datore di lavoro, pur in presenza di un recesso individuale, è tenuto a motivare il recesso sia secondo i criteri in uso per i licenziamenti collettivi ex art. 5 della legge n. 223/1991 che, in alternativa, secondo altri criteri, purché non arbitrari, improntati a razionalità e graduazione.(FONTE CASSAZIONE)

Cassazione: proroga contratto a termine per sostituzione lavoratrice in maternità

Con sentenza n. 19860 del 26 luglio 2018, la Corte di Cassazione ha affermato la piena legittimità della proroga di un contratto a termine stipulato per la sostituzione di una lavoratrice in maternità se, al rientro, la stessa procede ad usufruire di un periodo feriale. Ovviamente, la proroga stessa dovrà contenere, quale causale, quella della sostituzione per ferie e non per maternità. (fonte cassazione)

Il professionista che si avvale di colleghi paga l'Irap su tutti i compensi

La Cassazione ha stabilito che è soggetto all'Irap anche per gli incarichi aziendali il commercialista che paga parcelle salate ai colleghi per farsi supportare nell'attività

LA MASSIMA

IRAP - Professionista (dottore commercialista ) - Presupposto di autonoma organizzazione - Plurimi e non occasionali rapporti con altri esercenti la medesima attività - Incarichi attinenti alla stessa attività professionale.

È tenuto al versamento dell'IRAP, anche per le attività svolte come sindaco o amministratore, il commercialista che affida a colleghi degli incarichi retribuiti come supporto alla sua attività.

Cassazione: licenziamento al termine del periodo di prova

Con ordinanza n. 18268 dell’11 luglio 2018, la Corte di Cassazione ha affermato la legittimità di un licenziamento adottato al termine del periodo di prova, nonostante che il lavoratore interessato avesse prestato la propria opera con le stesse mansioni presso più datori di lavoro che si erano succeduti nell’appalto.

Cassazione: licenziamento al termine del periodo di prova

Con ordinanza n. 18268 dell’11 luglio 2018, la Corte di Cassazione ha affermato la legittimità di un licenziamento adottato al termine del periodo di prova, nonostante che il lavoratore interessato avesse prestato la propria opera con le stesse mansioni presso più datori di lavoro che si erano succeduti nell’appalto.

Secondo la Suprema Corte il patto di prova svolge la propria funzione di verifica del rapporto anche sotto l’aspetto fiduciario e non solo relativamente alla possibilità di svolgere determinate mansioni.

Il lavoratore, utilizzando le regole generali, può impugnare il recesso dimostrando l’esito positivo della prova o che lo stesso è dipeso, unicamente, da fatto illecito del datore di lavoro. (Fonte Cassazione)

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