Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Giurisprudenza

Sentenze civili e penali



Solidarietà del committente anche in caso di subfornitura

Con sentenza n 254 del 6 dicembre 2017, la Corte Costituzionale ha fornito una lettura orientata al comma 2 dell’art. 29 del decreto legislativo n. 276/2003.
La Consulta ha affermato che la responsabilità solidale del committente per retribuzioni e contribuzioni si applica non soltanto negli appalti e nei subappalti come afferma la norma, ma anche nei confronti dei dipendenti delle aziende che operano con un contratto di subfornitura ex lege n. 192/1998. (FONTE CORE COSTITUZIONALE)

Cassazione: riconoscimento della indennità di trasferta

Con sentenza n. 27093 del 15 novembre 2017, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno affermato che le indennità di trasferta che spettano ai lavoratori tenuti per contratto ad espletare la,propria attività in luoghi diversi e variabili. Sono assoggettate al regime agevolato ex comma 6 dell’art. 51 del DPR n. 917/1986 e della relativa imponibilità fiscale e contributiva pari al 50% dell’ammontare, se corrisposte in misura fissa, a prescindere dalla continuità dell’erogazione (FONTE CASSAZIONE)

Cassazione: licenziamento del socio lavoratore

Con sentenza n. 27436 del 20 novembre 2017, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, risolvendo un contrasto giurisprudenziale, hanno affermato  che un lavoratore, escluso dal rapporto associativo a seguito di alcuni fatti e licenziato per i medesimi fatti, prima di chiedere la reintegrazione nel posto di lavoro, con l’impugnazione del recesso, deve ottenere la ricostituzione del vincolo associativo estinto.
Se la delibera di esclusione non viene impugnata, il lavoratore può, in ogni caso, chiedere una indennità risarcitoria in ordine ad un licenziamento illegittimo, seppur efficace. La stessa cosa può avvenire nel caso in cui ad essere illegittima sia la delibera di esclusione dalla società. L’indennità risarcitoria può essere quantificata seguendo i criteri fissati dall’art. 8 della legge n. 604/1966 (il valore è compreso tra 2,5 e 6 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto).
Secondo le Sezioni Unite sussistono, per il socio lavoratore, due rapporti contemporaneamente, quello associativo e quello di lavoro: il collegamento è necessario ed ha carattere unidirezionale nel momento in cui si risolve il rapporto di lavoro, nel senso che il socio “può non essere lavoratore” e, al contempo “qualora perda la qualità di socio, non può più essere lavoratore”. (FONTE CASSAZIONE)

Cassazione: valore dei contratti aziendali

Con sentenza n. 27115 del 15 novembre 2017, la Corte di Cassazione, richiamando anche precedenti decisioni circa la validità dei contratti integrativi aziendali, ha affermato che singoli lavoratori dissenzienti, iscritti ad altra associazione sindacale non firmataria dell’accordo, qualora lo desiderino, possono agire contro l’accordo, ma che tale interesse ad agire non viene riconosciuto alla organizzazione sindacale dissenziente, rimasta estranea all’accordo.
Tale decisione non riguarda quegli accordi in deroga intervenuti ex art. 8 della legge n. 148/2011 che hanno efficacia erga omnes se raggiunti con la maggioranza dei soggetti sindacali aziendali. (FONTE CASSAZIONE)

Cassazione: legittimità licenziamento per fine appalto

Con sentenza n. 25653/2017, la Corte di Cassazione ha affermato che è perfettamente valido un licenziamento adottato da un datore di lavoro e motivato dalla cessazione dell’appalto al quale lo stesso dipendente era adibito, non essendo applicabile, in via analogica, la selezione con altri lavoratori di identica qualifica occupati in altri appalti.

La Suprema Corte sottolinea come non sia applicabile la comparazione, attraverso i criteri di scelta, con altri lavoratori impegnati in altri appalti, in quanto la ragione aziendale ha portata dirimente e non rende necessario ricorrere ad altri criteri di selezione che sono applicabili allorquando ci si riferisca ad una generica riduzione di personale e non quando, appunto, il recesso trova la propria diretta giustificazione nell’appalto cessato (servizio di trasporto espletato per il Comune). (Fonte Cassazione)

Dove Operiamo

  • Toscana
  • Lazio
  • Emilia Romagna
  • Veneto
  • Liguria
  • Piemonte
  • Lombardia
  • Calabria

Partnership

  • Dare Futuro
  • Susini Sandro

I nostri uffici

  • Via Pistoiese, 387/G - 50145 - Firenze (IT)
    P.I. 05891390485 - iscrizione REA n° FI 583790
  • (39) 055 4220806
  • fax (39) 055 4361126