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Approfondimenti

Articoli di approfondimento



Agevolazione per gli Apprendisti

Postato in Approfondimenti.

Di seguito il quadro delle agevolazioni vigenti.

Apprendistato

Datori fino a 9 dipendenti

Esaurito il beneficio della decontribuzione totale, dal 1° gennaio 2017, quale agevolazione generale si applica l’articolo 1, comma 773, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il quale (ferma la regola generale secondo cui la contribuzione dovuta dai datori di lavoro per gli apprendisti artigiani e non artigiani è determinata nel 10% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali) - se il datore di lavoro ha meno di 10 dipendenti (e quindi fino a un massimo di 9 addetti) - dispone quanto segue:

 

a) l’aliquota complessiva pari al 10% a carico dei datori, è ridotta in ragione dell'anno di vigenza del contratto e limitatamente ai soli contratti di apprendistato di 8,5 punti percentuali per i periodi contributivi maturati nel 1° anno di contratto: ne deriva che per il 1° anno di contratto, l’aliquota "base (cui aggiungere l’1,61%) è fissata all’1,50%;

b) la stessa aliquota è ridotta di 7 punti percentuali per i periodi contributivi maturati nel 2° anno di contratto: ne deriva che per il 2° anno di contratto, l’aliquota "base (cui aggiungere l’1,61%) è fissata al 3,00%;

c) per i periodi contributivi maturati negli anni di contratto successivi al 2°, resta fermo il livello di aliquota del 10% (cui aggiungere l’1,61%).

Apprendistato di I livello

La legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di stabilità 2017), all’art. 1, co. 240, lettera b), ha prorogato i benefici già individuati dall’art. 32, co. 1, del D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 150, per le assunzioni con il contratto di apprendistato per qualifica e diploma professionale, diploma di istruzione secondaria superiore e certificato di specializzazione tecnica superiore (ossia quello del I tipo), purché effettuate entro il 31 dicembre 2017. In pratica vale quanto segue:

a) non è dovuto il contributo (cd. ticket) di licenziamento previsto dall’articolo 2, comma 31 e 32, legge 28 giugno 2012, n. 92;

b) l’aliquota contributiva del 10% di cui all’art. 1, comma 773, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è ridotta al 5%;

c) opera lo sgravio totale dei contributi, a carico datore, di finanziamento della NASpI ex art. 42, co. 6, lettera f), D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 (tale contributo è pari all’1,31%), e dello 0,30%, previsto ex art. 25 legge n. 845/1978.

Per l’applicazione dei benefici mancano tuttavia ancora le istruzioni operative dell’Inps.

Incentivo Occupazione Giovani: apprendistato professionalizzante

Con il decreto direttoriale 2 dicembre 2016, prot. 39/394, nell’ambito del Programma "Iniziativa Occupazione Giovani", è stato istituito un nuovo incentivo, denominato "Incentivo Occupazione Giovani". Sono ammessi al "Programma Operativo Nazionale Iniziativa Occupazione Giovani", cui devono registrarsi, i giovani di età (cd. NEET) compresa tra i 16 e i 29 anni (fino al giorno prima del 30° compleanno, ossia fino a 29 anni e 364 giorni), che siano in possesso dei seguenti requisiti:

a) abbiano assolto al diritto dovere all’istruzione e formazione (se minorenni);

b) non siano inseriti in un percorso di studio o formazione; e che

c) risultano essere disoccupati, ai sensi dell’art. 19 del D.Lgs. n. 150/2015 e successive modifiche e integrazioni (art. 2, co. 2, del decreto direttoriale 2 dicembre 2016, prot. 39/394).

Tra le tipologie contrattuali ammesse a fruire dell’incentivo è stato inserito il contratto di apprendistato professionalizzante o di mestiere (quindi solo quello della II tipologia).

L’Inps, nella circolare 28 febbraio 2017, n. 40, ha precisato che il bonus massimo riconoscibile per tale tipologia contrattuale corrisponde a quello previsto per i rapporti a tempo indeterminato, qualora il rapporto abbia una durata pari o superiore a 12 mesi. Invece, se la durata del periodo formativo inizialmente concordata è inferiore a 12 mesi (ossia nel caso di apprendistato a tempo determinato per i datori di lavoro che svolgono la propria attività in cicli stagionali), l’importo massimo complessivo del beneficio va proporzionalmente ridotto in base all’effettivo decorso della formazione.

Premesso che, in ogni caso, l’incentivo deve essere fruito, a pena di decadenza, entro il termine del 28 febbraio 2019, esclusi i premi e i contributi dovuti all’Inail, il vantaggio per il datore di lavoro è pari alla contribuzione previdenziale a proprio carico, nel limite massimo di 8.060 euro annui per giovane assunto.

Va evidenziato che l’incentivo in esame è riconosciuto nei limiti dell’intensità massima di aiuto previsti dall’articolo 32 del Regolamento UE n. 651/2014.

Non solo: gli incentivi previsti dal decreto sono fruiti nel rispetto delle previsioni di cui al Regolamento (UE) n. 1407 del 18 dicembre 2013 relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti "de minimis".

L’articolo 6, comma 1, del decreto direttoriale 2 dicembre 2016, prot. 39/394, dispone che gli incentivi possono essere fruiti oltre i limiti del regime "de minimis" di cui al Regolamento (UE) n. 1407 del 18 dicembre 2013, alle condizioni previste dai commi seguenti, conformemente alla disciplina del Regolamento (UE) n. 651/2014 del 17 giugno 2014.

Oltre tale soglia, occorre precisare che l’incentivo può essere fruito se l’assunzione del giovane aderente al Programma "Iniziativa Occupazione Giovani" comporta un incremento occupazionale netto, ai sensi dell’articolo 32, paragrafo 3, del Regolamento (UE) n. 651/2014 del 17 giugno 2014, ovvero ricorrano le condizioni di cui al comma 4 (posti resisi vacanti a seguito di dimissioni e casi simili).

Invece, per i giovani di età compresa tra i 25 e i 29 anni di età, l’incentivo può essere fruito solo quando, in aggiunta al requisito per cui l’assunzione deve comportare un incremento occupazionale netto, ricorra una delle condizioni appositamente individuate dal decreto. In particolare è necessario che il giovane:

a) sia privo di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi;

b) non sia in possesso di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado o di una qualifica o diploma di istruzione e formazione professionale;

c) abbia completato la formazione a tempo pieno da non più di 2 anni e non abbia ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito;

d) sia assunto in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici dello Stato, ovvero sia assunto in settori economici in cui sia riscontrato il richiamato differenziale nella misura di almeno il 25%, come annualmente individuati dalla Rilevazione continua sulle forze di lavoro dell’Istat e appartenga al genere sottorappresentato, ai sensi del decreto ministeriale 20 marzo 2013.

Incentivo occupazione Sud: apprendistato professionalizzante

Con il decreto direttoriale 16 novembre 2016, prot. 39/367, è stata affidata all’Inps la gestione della nuova misura "Incentivo occupazione SUD" del Programma Operativo Nazionale "Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione" (PON SPAO), nel limite delle risorse stanziate che sono esclusivamente riferite nella misura complessiva di:

a) 500 milioni di euro a favore delle Regioni "meno sviluppate", ossia: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia;

b) 30 milioni di euro a favore delle Regioni "in transizione", ossia: Abruzzo, Molise e Sardegna;

ove è ubicata la sede di lavoro (ossia l’unità produttiva presso la quale verrà svolta l’attività del dipendente) per cui è effettuata l’assunzione, indipendentemente dalla residenza della persona da assumere e dalla sede legale del datore di lavoro (Inps, circ. 1 marzo 2017, n. 41).

In caso di modifica del luogo di lavoro fuori da tali Regioni, l'incentivo non spetta a partire dal mese di paga successivo a quello del trasferimento. Per contro, in caso trasferimento del lavoratore da una Regione in transizione in una meno sviluppata o, al contrario, da una Regione meno sviluppata a una in transizione, l’incentivo riconosciuto in origine può continuare ad applicarsi sino alla sua naturale scadenza (Inps, circ. 1 marzo 2017, n. 41).

L’incentivo previsto da questa nuova disposizione spetta ai datori di lavoro privati i quali, senza esservi tenuti, assumono persone disoccupate, ai sensi dell’articolo 19 del D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 150, che siano in possesso delle seguenti caratteristiche:

a) giovani di età compresa tra i 16 anni e 24 anni, che siano disoccupati;

b) lavoratori con almeno 25 anni, privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, ai sensi del Decreto del Ministro del Lavoro del 20 marzo 2013.

L’incentivo è riconosciuto ai datori che, tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2017, assumono giovani di età tra i 16 anni e 24 anni, o lavoratori con almeno 25 anni, privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, anche con l’apprendistato professionalizzante.

L’Inps, al punto 4.1 della circ. 1 marzo 2017, n. 41, ricordando che, per i datori che svolgono l’attività in cicli stagionali, i CCNL stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale possono prevedere specifiche modalità di svolgimento del contratto di apprendistato, anche a tempo determinato, ha precisato che il bonus massimo riconoscibile per tale tipologia contrattuale corrisponde a quello previsto per i rapporti a tempo indeterminato, qualora il rapporto abbia una durata pari o superiore a 12 mesi.

Invece, se la durata del periodo formativo inizialmente concordata è inferiore a 12 mesi, l’importo massimo del beneficio va proporzionalmente ridotto in base all’effettiva durata. Ad esempio, per un rapporto di apprendistato per cui è previsto un periodo formativo di durata pari a 6 mesi, l’importo massimo dell’incentivo spettante al datore è pari a 4.030 euro.

L’importo dell’incentivo è pari alla contribuzione previdenziale a carico del datore, con esclusione di premi e contributi dovuti all’Inail, nel limite massimo di 8.060 euro annui per ogni lavoratore nuovo assunto. In caso di part time il massimale è proporzionalmente ridotto.

Con specifico riferimento al contratto di apprendistato professionalizzante, ai fini della legittima fruizione dell’incentivo, l’esonero riguarda la contribuzione ridotta dovuta dai datori: per gli anni successivi al primo, il datore di lavoro usufruirà delle aliquote contributive già previste per la specifica tipologia di rapporto (Inps, circolare 1 marzo 2017, n. 41).

In ogni caso, l’incentivo va fruito, a pena di decadenza, entro il termine del 28 febbraio 2019.

Esonero contributivo 2017-2018 per l’alternanza scuola-lavoro

La legge di stabilità e bilancio 2017 ha introdotto un particolare beneficio, nuovamente sotto forma di esonero contributivo, che riguarda:

a) le nuove assunzioni ma solo in relazione all’istituto dell’alternanza scuola-lavoro;

b) l’assunzione a tempo indeterminato, entro 6 mesi dall'acquisizione del titolo di studio, di studenti che hanno svolto, presso il medesimo datore di lavoro, periodi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore, il certificato di specializzazione tecnica superiore o periodi di apprendistato in alta formazione, ossia periodi di apprendistato del I e III tipo.

Nei limiti di spesa previsti, a favore dei datori di lavoro privati, con riferimento alle nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche in apprendistato, decorrenti dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2018, è riconosciuto, per un periodo massimo di 36 mesi, ferma l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, l'esonero dal versamento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro - con esclusione dei premi e contributi dovuti all'Inail - nel limite massimo di un importo di esonero pari a 3.250 euro su base annua (con esclusione dei premi e contributi dovuti all'INAIL). L’importo massimo del beneficio che può essere fruito è quindi pari a 3.250 euro per un periodo di 3 anni, e quindi a 9.750 euro in tutto.

L'esonero spetta, a domanda, ai datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato, entro 6 mesi dall'acquisizione del titolo di studio, studenti che hanno svolto presso il medesimo datore di lavoro attività di alternanza scuola-lavoro pari almeno al 30%:

a) delle ore di alternanza previste ai sensi dell'articolo 1, comma 33, della legge 13 luglio 2015, n. 107 (percorsi di alternanza scuola-lavoro di cui al decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, che sono attuati negli istituti tecnici e professionali con una durata complessiva, nel secondo biennio e nell’ultimo anno del percorso di studi, di almeno 400 ore e, nei licei, per una durata complessiva di almeno 200 ore nel triennio); ovvero,

b) del monte ore previsto per le attività di alternanza all'interno dei percorsi erogati ai sensi del capo III (Livelli essenziali delle prestazioni) del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 (Norme generali e livelli essenziali delle prestazioni relativi al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione, a norma dell'art. 2 legge 28 marzo 2003, n. 53); ovvero,

c) del monte ore previsto per le attività di alternanza realizzata nell'ambito dei percorsi di cui al capo II (Istituti tecnici superiori - ITS) del DPCM 25 gennaio 2008 (Linee guida per la riorganizzazione del Sistema di istruzione e formazione tecnica superiore e la costituzione degli istituti tecnici superiori), pubblicato in GU n. 86/2008; ovvero,

d) del monte ore previsto dai rispettivi ordinamenti per le attività di alternanza nei percorsi universitari.

Apprendistato professionalizzante per i beneficiari di trattamenti di disoccupazione

Va segnalato anche quanto previsto dall’art. 47, co. 4, del D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81. Tale norma infatti dispone che – ai fini della loro qualificazione o riqualificazione professionale - è possibile assumere in apprendistato professionalizzante, senza limiti di età, i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità (soppressa a decorrere dal 1° gennaio 2017) o di un trattamento di disoccupazione. Per essi si applicano, in deroga alle previsioni di cui all’art. 42, co. 4, le disposizioni in materia di licenziamenti individuali (ossia non è possibile il recesso, semplicemente dando il preavviso, alla fine del periodo formativo ma occorre sempre la giusta causa o il giustificato motivo soggettivo). A seguito della cancellazione delle liste di mobilità, si attendono chiarimenti sui benefici contributivi per i lavoratori beneficiari di un trattamento di disoccupazione assunti in apprendistato professionalizzante.

Mantenimento dei benefici al termine del rapporto di apprendistato

L’art. 47, co. 7, del D.Lgs. n. 81/2015 prevede il mantenimento dei benefici contributivi in materia di previdenza e assistenza sociale per 1 anno dalla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato, ma con esclusione dei lavoratori beneficiari di indennità di mobilità (abolita dal 1° gennaio 2017) o di un trattamento di disoccupazione, assunti con un contratto di apprendistato professionalizzante per la loro qualificazione o riqualificazione professionale. La norma riprende interamente quanto già previsto in precedenza dall’art. 7, co. 9, del D.Lgs. n. 167/2011. L’agevolazione è comunque un forte incentivo per il datore a non terminare il rapporto di apprendistato a fine periodo formativo.

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