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Job Consulting

centro elaborazione dati

La certezza e la qualità dei servizi complementari alla consulenza del lavoro per la gestione delle buste paga


Job Consulting soc. coop. è una società di servizi di gestione e amministrazione del personale che si rivolge a studi professionali o aziende di piccole, medie e grandi dimensioni di ogni settore produttivo che intendano esternalizzare l’attività di elaborazione paghe.

Decreto Dignità: Cosa Cambia?

Postato in Previdenza, assistenza, Assicurazione e Lavoro.

DECRETO-LEGGE 12 luglio 2018 , n. 87 .

Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle

imprese.

 

Il Decreto Legge 87/2018 noto anche come Decreto Dignità, pubblicato in gazzetta ufficiale il 13/07/2018 e in vigore dal 14/07/2018 ha introdotto le seguenti novità in materia di contratto a tempo determinato, lavoro somministrato, disciplina dei licenziamenti e delocalizzazione.

Il licenziamento del socio lavoratore di cooperativa

Postato in Previdenza, assistenza, Assicurazione e Lavoro.

La problematica della duplicità dei rapporti rispetto agli atti estintivi: Cass. Civ. sez. lav., ordinanze di remissione 24 maggio 2017 n. 13031 e 13031
Le Sezioni Unite della Cassazione venivano investite di alcune questioni inerenti alla problematica della duplicità dei rapporti rispetto agli atti estintivi(9). In particolare, era necessario chiarire i seguenti cinque punti interpretativi.

Fruizione benefici e contratti flessibili solo per le imprese che applicano Ccnl "leader"

Postato in Previdenza, assistenza, Assicurazione e Lavoro.

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con riferimento particolare al settore del terziario, nel quale si riscontrano violazioni di carattere contributivo o legate alla fruizione di istituti di flessibilità, sottolinea l’importanza dell’azione di contrasto al fenomeno del dumping contrattuale, nei confronti delle imprese che non applicano i Ccnl sottoscritti da Cgil, Cisl e Uil ma i contratti stipulati da sigle meno rappresentative.
 
Ispettorato Nazionale del Lavoro - News 20 giugno 2018

Maggiore rappresentatività per deposito accordo sindacale

Postato in Previdenza, assistenza, Assicurazione e Lavoro.

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con nota 17 maggio 2018, prot. n. 163, ha trasmesso alle sedi territoriali il parere relativo alle condizioni di deposito presso gli Ispettorati territoriali del lavoro dei verbali di conciliazione siglati in sede sindacale, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 411 c.p.c. Si tratta di una questione sollevata dall’organizzazione sindacale Confederazione Dirigenti Quadri Impiegati dell’Agricoltura (Confederdia), la quale aveva segnalato all’INL il diniego, da parte di un ufficio territoriale, al deposito di verbali di conciliazione sottoscritti ex art. 411 c.p.c., motivato dalla presupposta carenza di legittimazione dell’organizzazione medesima. A riguardo, con la nota in commento, l’INL chiarisce che la verifica circa la maggiore rappresentatività dell’organizzazione sindacale, che ha assistito un lavoratore in sede di conciliazione ex art. 410 c.p.c., è prevista nei soli casi in cui la conciliazione sia stata disciplinata dal contratto collettivo di riferimento. (FONTE INL)

Ispettorato Nazionale del Lavoro - Nota 17.5.2018, prot. n. 163

 

Omesso versamento delle ritenute previdenziali, rileva il periodo dal 16 gennaio al 16 dicembre

Postato in Previdenza, assistenza, Assicurazione e Lavoro.

L'Ispettorato Nazionale del Lavoro, con la nota n. 2926 del 29 marzo 2018, ha fornito indicazioni sulla configurabilità del reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali confermando il criterio che individua l'arco temporale di riferimento per la determinazione dell'importo annuo di 10.000 euro nel periodo intercorrente dal 16 gennaio al 16 dicembre, relativo alle retribuzioni corrisposte rispettivamente, nel dicembre dell'anno precedente e nel novembre dell'anno in corso. (FONTE MINISTERIALE)

Appalto, chiarimenti dell'Ispettorato sul regime di solidarietà in caso di subfornitura

Postato in Previdenza, assistenza, Assicurazione e Lavoro.

Sulla scorta della sentenza della Corte Costituzionale 6 dicembre 2017, n. 254, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro chiarisce che il committente è obbligato in solido anche con il subfornitore relativamente ai crediti lavorativi, contributivi ed assicurativi dei dipendenti di questi risultando irrilevante che il contratto di subfornitura sia da ritenersi species dell’appalto o piuttosto un tipo negoziale autonomo. (FONTE INL)


 
Ispettorato Nazionale del Lavoro - Circolare 29 marzo 2018, n. 6
Ispettorato Nazionale del Lavoro
Circolare 29 marzo 2018, n.6



Sentenza Corte Costituzionale n. 254 del 6 dicembre 2017 - giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale - art. 29, comma 2, D.Lgs. n. 276/2013.

Appalto - Contratto di subfornitura - Regime di solidarietà - Mancata estensione della responsabilità solidale del committente e dell'appaltatore - Corte Costituzionale sentenza n. 254 del 6.12.2017

Oggetto: sentenza Corte Costituzionale n. 254 del 6 dicembre 2017 - giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale - art. 29, comma 2, D.Lgs. n. 276/2013.

Con la sentenza in oggetto, che si trasmette in allegato per ogni opportuno approfondimento, la Corte Costituzionale ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale sollevata in relazione all’art. 29, comma 2, del D.Lgs. n. 276/2003 per contrarietà agli artt. 3 e 36 Cost., ritenendo che il regime di solidarietà disciplinato dalla predetta norma trovi applicazione anche nelle ipotesi di subfornitura.

Com’è noto, l’art. 29, comma 2, prevede che “in caso di appalto di opere o di servizi il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l'appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione dell'appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, comprese le quote di trattamento di fine rapporto, nonché i contributi previdenziali e i premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto, restando escluso qualsiasi obbligo per le sanzioni civili di cui risponde solo il responsabile dell'inadempimento”.

Alla luce del dato letterale della norma, il Giudice remittente ha ritenuto che la limitazione del regime di solidarietà ai soli casi espressamente previsti - di appalto e subappalto - avrebbe negato la medesima garanzia legale ai dipendenti del subfornitore, parimenti coinvolti in processi di esternalizzazione e parcellizzazione del processo produttivo, in contrasto con l’art. 3 e 36 della Cost.

Va rammentato, in proposito, che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali aveva già avuto modo di soffermarsi sul campo di applicazione dell’art. 29, nella nota prot. 5508 del 19 marzo 2012, manifestando l’opinione di una possibile estensione del regime della solidarietà al contratto di subfornitura sul presupposto della sussistenza, anche in tal caso, di un controllo diretto ed integrale sull’esecuzione dei lavori da parte dell’impresa committente.

Sotto tale aspetto, peraltro, al fine di dare maggiore tutela ai lavoratori impiegati nell’esecuzione delle prestazioni negoziali non inquadrabili in termini di appalto o subappalto, il Ministero aveva dato rilevanza (cfr. interpello n. 2/2012) anche all’orientamento della giurisprudenza di legittimità (cfr. Cass. sent. n. 6208/2008) che non escludeva la possibilità di applicare la solidarietà nei rapporti tra consorzio aggiudicatario dell’appalto e imprese consorziate esecutrici dovendosi dare prevalenza, a parere dei giudici, alla funzione di garanzia sostanziale proprio del regime di solidarietà rispetto alla qualificazione giuridica del negozio richiamata nella norma.

Con la recente sentenza n. 254/2017, la Corte Costituzionale è intervenuta sull’ambito applicativo del citato art. 29, superando le questioni poste dal Giudice remittente attraverso una interpretazione costituzionalmente orientata della norma basata sulla ratio della responsabilità solidale; la Corte, infatti, chiarisce che la ratio della norma risiede nella necessità di “evitare il rischio che i meccanismi di decentramento - e di dissociazione fra titolarità del contratto di lavoro e utilizzazione della prestazione - vadano a danno dei lavoratori utilizzati nell'esecuzione del contratto commerciale” e pertanto “non giustifica una esclusione (che si porrebbe, altrimenti, in contrasto con il precetto dell’art. 3 Cost.) della predisposta garanzia nei confronti dei dipendenti del subfornitore, atteso che la tutela del soggetto che assicura una attività lavorativa indiretta non può non estendersi a tutti i livelli del decentramento”.

In ragione di ciò l’art. 29 va interpretato nel senso che “il committente è obbligato in solido anche con il subfornitore relativamente ai crediti lavorativi, contributivi ed assicurativi dei dipendenti di questi”, a nulla rilevando, nell’economia dell’argomentare della Corte, che il contratto di subfornitura sia da ritenersi species dell’appalto o piuttosto tipo negoziale autonomo. Diversamente, per la Corte appare più rilevante constatare, alla luce del precetto costituzionale dell’art. 3, che nell’ambito del contratto di subfornitura le esigenze di tutela dei lavoratori impiegati sarebbero ancora più pregnanti che non nel caso di un contratto di appalto, stante la “strutturale debolezza” del datore di lavoro/subfornitore.

Il principio tracciato dalla Corte sembra pertanto rispondere anche alle esigenze di tutela già emerse nell’ambito, ad esempio, dei rapporti tra consorzio e società consorziate - cui si è accennato - perché anche in tal caso, viene in rilievo l’esigenza di salvaguardia dei lavoratori in presenza di una “dissociazione” tra datore di lavoro e utilizzatore della prestazione lavorativa.

Inoltre, l’interpretazione della Corte spiega effetti sulle ipotesi di distacco ex art. 30 del D.Lgs. n. 276/2003 e del distacco di cui al D.Lgs. n. 136/2016 comportando l’applicazione dell’art. 29, comma 2, tra società estera distaccante e società utilizzatrice in Italia, non soltanto nei casi in cui la prestazione di servizi sia riconducibile ad una filiera di appalto/subappalto ma anche laddove la stessa consista in altre operazioni commerciali (cfr. art. 4, comma 4, D.Lgs. n. 136/2016).

Restano ferme le altre disposizioni che dettano una disciplina specifica del regime di solidarietà, mutuata dall'art. 29, comma 2 ma adattata alle peculiarità delle tipologie contrattuali cui si riferiscono (v. ad es. somministrazione di lavoro, contratto di trasporto ecc..

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