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Job Consulting

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La certezza e la qualità dei servizi complementari alla consulenza del lavoro per la gestione delle buste paga


Job Consulting soc. coop. è una società di servizi di gestione e amministrazione del personale che si rivolge a studi professionali o aziende di piccole, medie e grandi dimensioni di ogni settore produttivo che intendano esternalizzare l’attività di elaborazione paghe.

Appalto, chiarimenti dell'Ispettorato sul regime di solidarietà in caso di subfornitura

Postato in Previdenza, assistenza, Assicurazione e Lavoro.

Sulla scorta della sentenza della Corte Costituzionale 6 dicembre 2017, n. 254, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro chiarisce che il committente è obbligato in solido anche con il subfornitore relativamente ai crediti lavorativi, contributivi ed assicurativi dei dipendenti di questi risultando irrilevante che il contratto di subfornitura sia da ritenersi species dell’appalto o piuttosto un tipo negoziale autonomo. (FONTE INL)


 
Ispettorato Nazionale del Lavoro - Circolare 29 marzo 2018, n. 6
Ispettorato Nazionale del Lavoro
Circolare 29 marzo 2018, n.6



Sentenza Corte Costituzionale n. 254 del 6 dicembre 2017 - giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale - art. 29, comma 2, D.Lgs. n. 276/2013.

Appalto - Contratto di subfornitura - Regime di solidarietà - Mancata estensione della responsabilità solidale del committente e dell'appaltatore - Corte Costituzionale sentenza n. 254 del 6.12.2017

Oggetto: sentenza Corte Costituzionale n. 254 del 6 dicembre 2017 - giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale - art. 29, comma 2, D.Lgs. n. 276/2013.

Con la sentenza in oggetto, che si trasmette in allegato per ogni opportuno approfondimento, la Corte Costituzionale ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale sollevata in relazione all’art. 29, comma 2, del D.Lgs. n. 276/2003 per contrarietà agli artt. 3 e 36 Cost., ritenendo che il regime di solidarietà disciplinato dalla predetta norma trovi applicazione anche nelle ipotesi di subfornitura.

Com’è noto, l’art. 29, comma 2, prevede che “in caso di appalto di opere o di servizi il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l'appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione dell'appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, comprese le quote di trattamento di fine rapporto, nonché i contributi previdenziali e i premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto, restando escluso qualsiasi obbligo per le sanzioni civili di cui risponde solo il responsabile dell'inadempimento”.

Alla luce del dato letterale della norma, il Giudice remittente ha ritenuto che la limitazione del regime di solidarietà ai soli casi espressamente previsti - di appalto e subappalto - avrebbe negato la medesima garanzia legale ai dipendenti del subfornitore, parimenti coinvolti in processi di esternalizzazione e parcellizzazione del processo produttivo, in contrasto con l’art. 3 e 36 della Cost.

Va rammentato, in proposito, che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali aveva già avuto modo di soffermarsi sul campo di applicazione dell’art. 29, nella nota prot. 5508 del 19 marzo 2012, manifestando l’opinione di una possibile estensione del regime della solidarietà al contratto di subfornitura sul presupposto della sussistenza, anche in tal caso, di un controllo diretto ed integrale sull’esecuzione dei lavori da parte dell’impresa committente.

Sotto tale aspetto, peraltro, al fine di dare maggiore tutela ai lavoratori impiegati nell’esecuzione delle prestazioni negoziali non inquadrabili in termini di appalto o subappalto, il Ministero aveva dato rilevanza (cfr. interpello n. 2/2012) anche all’orientamento della giurisprudenza di legittimità (cfr. Cass. sent. n. 6208/2008) che non escludeva la possibilità di applicare la solidarietà nei rapporti tra consorzio aggiudicatario dell’appalto e imprese consorziate esecutrici dovendosi dare prevalenza, a parere dei giudici, alla funzione di garanzia sostanziale proprio del regime di solidarietà rispetto alla qualificazione giuridica del negozio richiamata nella norma.

Con la recente sentenza n. 254/2017, la Corte Costituzionale è intervenuta sull’ambito applicativo del citato art. 29, superando le questioni poste dal Giudice remittente attraverso una interpretazione costituzionalmente orientata della norma basata sulla ratio della responsabilità solidale; la Corte, infatti, chiarisce che la ratio della norma risiede nella necessità di “evitare il rischio che i meccanismi di decentramento - e di dissociazione fra titolarità del contratto di lavoro e utilizzazione della prestazione - vadano a danno dei lavoratori utilizzati nell'esecuzione del contratto commerciale” e pertanto “non giustifica una esclusione (che si porrebbe, altrimenti, in contrasto con il precetto dell’art. 3 Cost.) della predisposta garanzia nei confronti dei dipendenti del subfornitore, atteso che la tutela del soggetto che assicura una attività lavorativa indiretta non può non estendersi a tutti i livelli del decentramento”.

In ragione di ciò l’art. 29 va interpretato nel senso che “il committente è obbligato in solido anche con il subfornitore relativamente ai crediti lavorativi, contributivi ed assicurativi dei dipendenti di questi”, a nulla rilevando, nell’economia dell’argomentare della Corte, che il contratto di subfornitura sia da ritenersi species dell’appalto o piuttosto tipo negoziale autonomo. Diversamente, per la Corte appare più rilevante constatare, alla luce del precetto costituzionale dell’art. 3, che nell’ambito del contratto di subfornitura le esigenze di tutela dei lavoratori impiegati sarebbero ancora più pregnanti che non nel caso di un contratto di appalto, stante la “strutturale debolezza” del datore di lavoro/subfornitore.

Il principio tracciato dalla Corte sembra pertanto rispondere anche alle esigenze di tutela già emerse nell’ambito, ad esempio, dei rapporti tra consorzio e società consorziate - cui si è accennato - perché anche in tal caso, viene in rilievo l’esigenza di salvaguardia dei lavoratori in presenza di una “dissociazione” tra datore di lavoro e utilizzatore della prestazione lavorativa.

Inoltre, l’interpretazione della Corte spiega effetti sulle ipotesi di distacco ex art. 30 del D.Lgs. n. 276/2003 e del distacco di cui al D.Lgs. n. 136/2016 comportando l’applicazione dell’art. 29, comma 2, tra società estera distaccante e società utilizzatrice in Italia, non soltanto nei casi in cui la prestazione di servizi sia riconducibile ad una filiera di appalto/subappalto ma anche laddove la stessa consista in altre operazioni commerciali (cfr. art. 4, comma 4, D.Lgs. n. 136/2016).

Restano ferme le altre disposizioni che dettano una disciplina specifica del regime di solidarietà, mutuata dall'art. 29, comma 2 ma adattata alle peculiarità delle tipologie contrattuali cui si riferiscono (v. ad es. somministrazione di lavoro, contratto di trasporto ecc..

Contratto di rete, indicazioni operative dell'Inl per la tutela dei lavoratori

Postato in Previdenza, assistenza, Assicurazione e Lavoro.

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con l’intenzione di evitare il proliferare di fenomeni illeciti di “esternalizzazione dei dipendenti” mascherati da “contratti di rete”, ha messo in rilievo il seguente principio fondamentale: il personale distaccato o in regime di codatorialità, nell’ambito di un contratto di rete tra imprese, non può subire un pregiudizio nel trattamento economico e normativo per effetto della stipula del contratto di rete stesso. (FONTE INPS)
Ispettorato Nazionale del Lavoro - Circolare 29 marzo 2018, n. 7

INPS: NASpI e compatibilità con lo svolgimento di attività lavorativa subordinata

Postato in Previdenza, assistenza, Assicurazione e Lavoro.

L’INPS ha emanato il messaggio n. 1162 del 16 marzo 2018, con il quale fornisce chiarimenti in merito ad alcuni particolari aspetti connessi all’accesso all’indennità di disoccupazione NASpI e/o alla sua compatibilità in caso di titolarità di rapporto di lavoro intermittente o nelle ipotesi di rioccupazione come OTD in agricoltura.

Lavoro domestico: per colf, badanti e baby sitter, aumenta lo stipendio minimo

Postato in Previdenza, assistenza, Assicurazione e Lavoro.

Crescono, seppur di poco rispetto al 2017, i minimi retributivi da corrispondere quest’anno a colf e badanti.
I valori, infatti, sono stati adeguati alla variazione dell’indice Istat di riferimento (+0,8%) e ciò ha determinato un incremento del tasso di variazione pari allo 0,64 per cento.
Fidaldo (la federazione nazionale dei datori di lavoro domestico, assieme alle associazioni che la compongono e cioè Assindatcolf, Nuova collaborazione, Adld e Adlc) ricorda che l’aumento riguarda solo coloro che retribuiscono il proprio collaboratore in base alle tariffe sindacali, mentre per i datori di lavoro domestico che corrispondono importi più elevati per la presenza di un superminimo assorbibile, la retribuzione non varierà.
I nuovi importi sono stati fissati il 17 gennaio dalla competente commissione riunita presso il Ministero del Lavoro, ma si applicano dal 1° gennaio 2018.

Dal 1° gennaio cambia l'obbligo di un disabile per le aziende che occupano almeno 15 dipendenti

Postato in Previdenza, assistenza, Assicurazione e Lavoro.

Vi ricordiamo che, dal 1° gennaio 2018, viene soppresso l’art. 3, comma 2, del legge n. 68/1999, che prevedeva, nelle aziende da 15 a 35 dipendenti, l’adempimento dell’obbligo di assumere un lavoratore disabile soltanto in caso di una nuova assunzione (la sedicesima).

Con la modifica introdotta dal Jobs Act (Decreto Legislativo n. 151/2015), l’obbligo di assunzione del soggetto disabile avviene già con la 15° unità.

In considerazione di ciò, le aziende da 15 a 35 dipendenti, qualora non avessero ancora assunto un lavoratore disabile, avranno 60 giorni di tempo per mettersi in regola.

Vi rammentiamo, altresì, che il c.d. correttivo al Jobs act (Decreto Legislativo n. 185/2016), ha inasprito le sanzioni per mancata assunzione del disabile (le quali, ovviamente, riguardano tutte le imprese piccole e grandi che non hanno ottemperato all’obbligo) che passano da 62,77 euro a 153,20 euro per ogni giorno lavorativo di ritardo. La sanzione, fissa ma progressiva, è diffidabile (1/4 dell’importo complessivo) a condizione che il datore di lavoro, oltre alla presentazione del prospetto informativo, sottoscriva il contratto di assunzione con il portatore di handicap. (FONTE LEGISLATIVA)

slitta al 2019 la trasmissione telematica del LUL

Postato in Previdenza, assistenza, Assicurazione e Lavoro.

Il comma 1154 della Legge di Bilancio 2018 – approvata dal Senato in via definitiva il 23 dicembre 2017 – fa slittare l’obbligo di trasmissione telematica dei dati del Libro unico del lavoro al 1° gennaio 2019. 

Il comma 1154

All’articolo 15, comma 1, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 151, le parole: «gennaio 2018» sono sostituite dalle seguenti: «gennaio 2019». All’articolo 8, comma 2, della legge 29 ottobre 2016, n. 199 , le parole: «gennaio 2018» sono sostituite dalle seguenti: «gennaio 2019». (fonte Governativa)

 

Solidarietà del committente anche in caso di subfornitura

Postato in Giurisprudenza.

Con sentenza n 254 del 6 dicembre 2017, la Corte Costituzionale ha fornito una lettura orientata al comma 2 dell’art. 29 del decreto legislativo n. 276/2003.
La Consulta ha affermato che la responsabilità solidale del committente per retribuzioni e contribuzioni si applica non soltanto negli appalti e nei subappalti come afferma la norma, ma anche nei confronti dei dipendenti delle aziende che operano con un contratto di subfornitura ex lege n. 192/1998. (FONTE CORE COSTITUZIONALE)

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